





Un eremo non è un guscio di lumaca
AutoreAdriana Zarri
Casa editriceEinaudi
Anno2011
Pagine256
Di che si trattaDella biografia di una donna, di una teologa di una giornalista che fin da giovanissima ha scelto di vivere con coerenza l'ascolto di se stessa verso Dio non cedendo a nessuna pressione istituzionale pur venisse dagli ambienti clericali .
E' nata nel 1919 a San Lazzaro di Savena (Bologna ) ed è morta nel 2010 a Crotte (Strambino). Sul comodino accanto al letto proprio mentre moriva ci stavano le bozze finali di questo libro . Quindi è riuscita a portare a compimento la raccolta di pensieri e fatti che hanno tessuto la sua vita tesa alla ricerca di una giustizia e di un diritto che rispondessero al diritto di riconoscimento sociale e politico delle parti più deboli della società . Aveva scelto come percorso di vita la solitudine e la preghiera , ma sempre aperta a chi la volesse accompagnare . Pronta ad uscire dal suo spazio solitario ogni volta che venisse infranto un diritto da lei ritenuto fondante per la dignità della persona .
Nello scorrere le pagine è interessante rilevare la continua equazione che intercorre fra solitudine ed incontro come se le due situazioni si immergessero -nei confini- una nell'altra, in uno spazio dove, alle voci umane, si sostituiscono le voci interne del proprio pensare ed ascoltare. Coltivare la terra, allevare animali (amarli prima di tutto), scrivere:queste le tre attività pilastro che hanno sostenuto la sua vita ma che nel contempo le hanno permesso di diventare un'acuta osservatrice delle vicende umane e una coltivata studiosa seguita da un ampio arco di persone dalle opinioni più diverse. Leggere queste pagine significa farsi prendere per mano da Adriana Zarri e seguirla come un'ombra che intende comprendere quanto la studiosa va sostenendo o raccontando della sua vita. Dai pensieri complessi alla vita dei suoi gatti o conigli agli incontri con gli amici. Fra queste Rossanna Rossanda che apre il libro con "Le mie ore con Adriana".
La si cita nella sua bibliografia -preferendo un testo piuttosto che un altro- a dipendenza dello stato d'animo e del tempo storico d'incontro con i suoi scritti. Ha cominciato a pubblicare libri nel 1953 e ha smesso nel 2010. Ma non si contano gli articoli o gli editoriali su testate cattoliche, la Stampa, il Manifesto.
Raccogliere tutti i suoi scritti non sarà facile, ma chi raccoglierà questa opportunità , avrà modo di ripercorrere un periodo che testimonia il dibattito sui temi più controversi dalla metà del XX secolo.
"non mi vestite di nero:/ è triste e funebre./ Non mi vestite di bianco:/ è superbo e retorico./ Vestitemi/ a fiori gialli e rossi/ e con ali di uccelli./ E tu, Signore, guarda le mie mani./ Forse c’è una corona./ Forse/ ci hanno messo una croce./ Hanno sbagliato./ In mano ho foglie verdi/ e sulla croce,/ la tua resurrezione. / E, sulla tomba,/ non mi mettete marmo freddo/ con sopra le solite bugie/ che consolano i vivi./ Lasciate solo la terra/ che scriva, a primavera,/ un’epigrafe d’erba./ E dirà / che ho vissuto,/ che attendo./ E scriverà il mio nome e il tuo,/ uniti come due bocche di papaveri." (da www.womenews.net/spip3/spip.php)
Velocità di letturaBassa
Sarà apprezzato dachi non teme e riconosce la complessità dell'esistenza umana
Sarà detestato dachi non vuol riflettere in nessun modo